Il drifting è un evento sportivo che mi piace tanto, forse uno di quelli che da fotografare e da guardare come spettatore mi piace di più.
Per chi non conoscesse questa disciplina e si approcciasse a guardarla e fotografarla per la prima volta, all’inizio potrebbe esserne esaltato, ma poco dopo potrebbe risultargli ripetitivo e noioso.
L’approccio che uso sempre nella mia fotografia sportiva e non, è quello di conoscere quello che si vuole fotografare, di saperlo vivere perché solo cosi si può avere in testa lo scatto da fare, altrimenti si rischia sempre di uscire con delle perfette foto “vacanza” o da cartoline anni 70.


Avendo già seguito altri eventi drifting come fotografo e guardato altre gare sulle varie piattaforme streaming ho imparato a conoscere questa disciplina, ad apprezzarne la tecnica e le modalità. Grazie a questo approfondimento conoscitivo ho partecipato a questo evento avendo in testa un sacco di idee per fotografare, alla fine è una disciplina che offre tantissimi spunti fotografici. Purtroppo, essendo io un grande pistolone, ho scelto di affrontare quella giornata con il metodo sbagliato, cioè quello di avere più tipologie di foto e di dettagli possibile con il risultato finale di tantissime foto cestinate. Il giusto approccio penso sempre sia quello di concentrarsi su un dettaglio alla volta, cosi facendo sono sicuro migliorerei tantissimo e mi aiuterebbe tantissimo con l’imparare il processo di lavoro in questa disciplina.



Purtroppo o per fortuna in questo finale di campionato c’é stata la pioggia (benediciamo la tropicalizzazione di OM-System) e a causa di questo ho dovuto cambiare i miei piani fotografici. De giorni mi figuravo in testa ogni foto possibile sfruttando le nuvole di fumo che avrebbero alzato le gomme, invece ho dovuto improvvisare e forse proprio a causa di questa improvvisazione non sono riuscito a concentrarmi su un programma fotografico preciso e ho mancato tantissime foto che avevo in testa.


Riguardo le foto cosa posso dire? che la giornata è stata pazzesca, un pò noiosa dal mattino fino al primo pomeriggio a causa di una luce anonima per via dalla forte pioggia, infatti ho giocato molto con i tempi lenti per avere panning interessanti, ma al calare del sole la luce è cambiata e tutto è diventato magico e più bello e con il calare del sole è arrivata l’ispirazione..


La sessione ho cercato di gestirla nel modo più semplice possibile causa forte pioggia (quindi poca possibilità di cambiare lenti) e ho optato per usare il 40-150 f2.8 PRO per avere ottime performance fotografiche e il 12-40 f2.8PRO II per foto panoramiche o usarla nei punti in cui passavano molto vicino, ma diciamo che con il 40-150 f2.8 PRO avrei potuto gestire tutto tranquillamente.


Come sempre una menzione d’onore alla tropicalizzazione OM-System, da 10 anni uso Olympus o OM-System sotto acquazzoni , ghiaccio e neve, oppure in mezzo ai deserti o spiagge tropicali e ogni volta le macchine si sono comportate benissimo, unica nota dolente, una OM-1 ha la ghiera anteriore che è diventata durissima fin dai primi utilizzi, normalmente non è un grosso problema, ma sotto la pioggia, quando tutto diventa scivoloso, allora diventa una rogna perché si fatica a far girare e devi sempre forzare con l’unghia per essere sicuro di avere grip. Peccato davvero perché ho scoperto di non essere l’unico ad aver riscontrato questo problema e a quanto pare OM-System sembra non considerarlo un difetto di fabbrica. Se solo l’assistenza non fosse biblica con i tempi di gestione, avrei già provveduto a sistemarla. Oh nel caso qualcuno di voi conosca un negozio che fa assistenza in tempi abbastanza celeri, è pregato di segnalarmelo perché questo difetto in questo evento mi ha fatto perdere parecchio la pazienza.
Con questo è tutto, se ci sono curiosità o domande scrivetemi qua sotto o per mail, nel mentre vi lascio alla galleria completa.
Noi ci vediamo alla prossima e mi raccomando:
Be classic, be racer, be fresho



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