CIV – Mugello 1 ’23

INTRO

Eccomi finalmente al CIV, dico finalmente perché è un campionato che ho sempre inseguito, ma che per una serie di motivi non sono mai riuscito a fare l’accredito. Quest’anno ad inizio anno mi sono segnato questa tappa in calendario come tappa obbligatoria e fortunatamente la richiesta questa volta è andata a segno.

Come mai ho sempre voluto seguirlo? perché credo sia un interessantissimo campionato con piloti dal polso ignorante in grado di dare spettacolo e che sia ancora quel tipo di campionato che mantenga quell’atmosfera “old school” o che dir si voglia “pane e salame“, che permetta un approccio molto ravvicinato con i team e i piloti. C’è anche da dire che le moto mi mancavano come esperienza e per uno come me che vuole crescere e imparare il più possibile, provare nuove discipline non può far altre che migliorare le mie competenze.

ESPERIENZA

Ogni volta che sono venuto al Mugello impressionato dalla “potenza” delle auto mi sono sempre chiesto come le moto avrebbero affrontato alcuni punti salienti del circuito, tipo la staccata per entrare alla San Donato, la “S” in discesa Casanova-Savelli oppure lo scambio delle Biondetti. La domanda che avevo sempre in testa era: ma quanto pelo sullo stomaco serve per affrontare quei punti?
Cosi il venerdì come prima giornata in circuito ho pensato di concentrarmi su quelle curve per studiare il passaggio delle moto e figurarmi lo scatto da fare, peccato che sabato e domenica il meteo abbia voluto far sentire la sua presenza regalando un bel weekend bagnato e soprattutto ribaltando le carte in tavola del tipo di foto che volevo fare e di come avevo pensato di farle a livello tecnico.

Parliamo un attimo del campionato CIV e del perché per me è stato importante volerlo seguire. Partiamo dal fatto che il SBK CIV è il campionato di moto nazionale più importante, oltre lui c’è solo il mondiale SBK o la MotoGP (ma quella è un’altra storia) e quindi non stiamo parlando del campionato parrocchiale (anche se purtroppo la diffusione dei media di questo campionato lo fa sembrare tale). Tengo a sottolineare che in questo campionato hanno corso motociclisti dal discreto polso come Agostini, Ubbiali, Lucchi, Pasolini e tanti altri e attualmente ci corre un certo Michele Pirro, insieme ad altri piloti belli tosti come Delbianco , Zanetti, Vitali, Russo ecc (in realtà potrei citarli tutti, secondo me chiunque sia schierato in griglia è degno di essere considerato un top rider, anche solo per il fatto di avere le palle di mettersi in gioco) e poi oltre alla categoria SBK ci sono tantissime altre categorie da seguire come la SS300 o la SS600, la Moto3 o i futuri talenti della Pre-Moto3, quindi un bel malloppone di gare da seguire per cercare di cogliere il migliore attimo fotografico.

Riguardo le gare SBK che sono quelle che ho seguito maggiormente devo dire che purtroppo per lo spettacolo o per fortuna sua, Pirro sotto la pioggia ha fatto un altro gioco, un maestro di precisione chirurgica e sangue freddo come la temperatura di quei giorni. In gara 1 Michele, come dicevo, è stato magistrale posizionandosi sul gradino più alto del podio e a seguirlo invece una bella lotta tra Cavalieri e Delbianco che vede al penultimo giro Cavalieri scivolare alla San Donato e lasciare il secondo posto a Delbianco. Sul gradino più basso troviamo Zanetti.

Gara 2 stessa storia, un Pirro imprendibile con Zanetti staccato di 20 secondi e solo all’ultimo giro Bernardi riesce ad accaparrarsi il 3 posto su un coriaceo Vitali.

Devo dire che per me vederli è stato uno spettacolo puro, avessi io un quarto delle loro capacità passerei tutto il tempo a fare il bullo al bar.

TECNICA

Parlando di tecnica parto dicendo una cosa fondamentale, adoro e amo Om-System (giuro non mi pagano), credo sia un sistema perfetto, resistente a tutto ed estremamente leggero e versatile. Due giorni e mezzo di pioggia e le macchine non hanno mancato un colpo, anzi devo dire che in queste condizioni l’AF ha lavorato molto bene, non mi ha dato tutti quei problemi che avevo riscontrato negli eventi precedenti (sarà che forse c’è qualche bug che fa lavorare male il sensore con tanta luce? proverò ad indagare su come lavora questo AF). Le impostazioni usate in questa gare erano semplicemente AF-C , area di mesa a fuoco media e ogni tanto ho usato il riconoscimento del soggetto.

La differenza di tecnica di scatto, come dicevo all’inizio è che bisogna tenere conto del movimento di 2 soggetti e non di solo 1 come si fa per le auto e soprattutto che il corpo del pilota si muove molto più velocemente rispetto alla moto e da questi fattori sono necessari mediamente tempi più veloci per lo scatto per avere tutto “congelato”. Altra cosa da tenere conto è come si vuole inquadrare la moto e il pilota in piega, soprattutto se si vuole fare la foto di lato o 3/4, perché se ci si trova in interno curva vedremo il pilota davanti e la moto coperta da lui, mentre se ci mettiamo esterno curva, avremo la moto che copre il pilota, quindi anche qui bisogna pensare molto bene come e cosa si vuole inquadrare e da li cercare la posizione giusta per ottenere lo scatto.

Infine in questa sessione ho approfittato della pioggia per cercare di renderla una protagonista delle mie foto e per catturare l’atmosfera di quelle gare.

In conclusione fotografare le moto lo trovo più difficile rispetto alle auto, anche perché le moto sono ricche di dettagli (soprattutto se si vuole fotografare la moto in pit lane), un mondo da provare e da catturare. Io che non sono un amante della foto di dettagli ho faticato molto in questo, spero di tornare nuovamente ad una corsa di moto perché oltre ad essere la disciplina che amo di più, credo che per me ci sia un mondo fotografico ancora da scoprire e provare.

EXTRA

Per concludere questo post, ho voluto creare 3 piccoli artwork basati sulle mie foto, prendendo spunto da una rivista giapponese che parla di moto, Racers. Quando me la ritrovai tra le mani la prima volta rimasi stupito di quanto le copertine fossero dei piccoli capolavori artistici e di come la rivista trasudasse passione con il tipico stile orientale che rende tutto più “sacro” e quale migliore occasione di questa per omaggiare questa rivista?

Con questo è tutto vi lascio alla galleria su Flickr.

Noi ci vediamo alla prossima e mi raccomando:
Be classic, be racer, be fresho

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