Sono quelle sere di Marzo, quelle dove vorresti fare mille cose, ma il buio e il freddo spesso ti tagliano l’entusiasmo e ti incollano al divano. Mentre annoiato scrolli i post di Instagram, all’improvviso la foto di un’auto elaborata ti ricorda del ritrovo che fanno i ragazzi il mercoledì sera, cosi metto nello zaino la macchina fotografica e il 12-40 e parto per andare a fare due chiacchiere e fare un po’ di foto.


Mi perdo talmente tanto in chiacchiere che quasi mi dimentico di fare le foto, in più mi dicono che alle 22:30 spengono le luci del garage e sono già le 22:15! tiro fuori la macchina fotografica, imposto i parametri e parto a scattare. Le foto non sono tante, dovevo togliermi un po’ di ruggine prima di scattare a nastro, cosi mi sono concentrato su riprendere automatismi e rifare “l’occhio”.


TECNICA
A livello fotografico ho deciso di lavorare solo con il 12-40 e la OM-1 per prendere più confidenza con questa lente e per sfruttare l’apertura a 2.8, quindi poter tenere gli ISO un pò piu bassi rispetto al 12-100 visto che il luogo è un garage e quindi c’è poca luce.
Le impostazioni utilizzate sono le stesse per tutte le foto (quindi per questo non ho scritto gli exif) e sono ISO 5000, f 2.8 e gli unici parametri variabili sono stati la lunghezza focale e i tempi (che oscillavano dall’1/50 a 1/125).


Approfittando di queste foto, ho deciso di fare un confronto con 3 software di sviluppo per valutare le capacità di denoise (ultimamente hanno migliorato Lightroom) e magari rivalutare il processo di lavoro.
Ho usato questa foto come campione per valutare le differenze tra loro.



Qui riporto i valori usati per il denoise delle singole foto:
– OM Workspace – AI Noise Reduction: modalità: priorità riduzione del rumore, Fattore: Alto, Eliminazione colori falsi: Alto
– DxO – DxO Denoising: DeepPRIME XD, Luminance 40
– Lightroom – Dettagli – Riduzione disturbo – Luminanza 40
Qui riporto i crop al 100% di una porzione d’area per apprezzare meglio la differenza (purtroppo tutte le immagini sul sito sono compresse per questioni di velocità di caricamento)



Come si può notare DxO oltre ad una maggiore riduzione del disturbo, grazie alla sua AI riesce anche ad aumentare la qualità dei dettagli conferendogli un aspetto da “maggior risoluzione”. OM Workspace d’altra parte riesce ad avere quasi la stessa pulizia a livello di denoise, ma “spalma” molto tutti i dettagli, rendendo l’immagine molto più morbida (da sottolineare che OM Workspace fa esportare in TIFF quindi il file avrà un aspetto un pò diverso in termini di bilanciamento dei colori). Lightroom è migliorato, ma rimane sempre comunque molto visibile la grana del disturbo, onestamente mi piace lo stesso l’effetto perché non lo trovo invadente e soprattutto gli fa mantenere un ottimo dettaglio lasciando cosi alla foto un sapore più naturale.
Valutazione finale:
DxO: 9/10 per ora lo trovo insuperabile, ottima qualità anche se in certe situazioni la AI alcuni dettagli sottili li legge come “disturbo” e li corregge appiattendo una zona che dovrebbe invece essere con quel tipo di definizione (mi è capitato con alcuni tagli porta), quindi bisogna usarlo valutando bene le varie situazioni.
OM Workspace: 7/10 ma solo perché è un software gratuito per chi ha OM System (Olympus), altrimenti sarebbe da sufficienza scarsa, purtroppo il software è molto lento, i parametri per regolare il denoise sono poco chiari e hanno pochi step di regolazione.
Lightroom: 7,5/10 di strada ne ha ancora tanta da fare per arrivare ai livelli di DxO, ma tutto sommato riesce a dare una bella sgrossatura di denoise lasciandole comunque un aspetto più naturale. Il vantaggio è che non devi fare un passaggio da un altro software quindi il processo lavorativo è più veloce (soprattutto se si hanno tante foto).
Per vedere tutte le foto vi lascio il link all’album di Flickr.
Noi ci vediamo alla prossima e mi raccomando:
Be classic, be racer, be fresho


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